Prova a non comunicare, se ci riesci

UOMINI E BRAND HANNO LO STESSO PROBLEMA,

CHE POI PROBLEMA NON È

Pubblicato il: 31-05-2021 | Categoria: Comunicazione | Tag: Branding | Autore: Valentino Pietropaolo

PERCHÉ COMUNICHIAMO?

Possiamo correre senza fermarci per ore. Pedalare così velocemente da sfiorare i trecento chilometri orari. Stare in apnea e scendere nelle profondità marine fino a 114 metri. Sollevare bilancieri alle cui estremità si trovano pesi per quasi mezza tonnellata. Possiamo andare nello spazio, fare allunaggi. Costruire palazzi alti più di 600 metri. Ma possiamo non comunicare? C’è una risposta concisa a questa domanda: no. Per capirci, facciamo un esempio. Se stessimo dritti e fermi, senza dire niente e senza nessuna espressione, come se gareggiassimo al campionato mondiale di poker, staremmo comunque comunicando qualcosa, ossia questo nostro intento – non pienamente riuscito, ovvio – di non comunicare niente. È impossibile non comunicare perché l’incomunicabilità stessa è una forma di comunicazione. Infatti, non è negazione della comunicazione, incomunicabilità è incapacità di comunicare efficacemente, di farsi comprendere, di definirsi o rapportarsi agli altri e all’esterno. A questo punto, potremmo rispondere alla domanda che dà il titolo a questo paragrafo dicendo che comunichiamo perché è impossibile non farlo. Eppure questa risposta è parziale. Forse si dovrebbe aggiungere: e perché, in fondo, non desideriamo farne a meno. E sì, perché comunicare significa mettere insieme, rappresentarsi, mostrarsi, creare relazioni, flussi, accorciare distanze, informare, creare e modellare società, comunità. Siamo, d’altronde, animali sociali, come diceva qualcuno, e cooperiamo per migliorarci. Probabilmente siamo da sempre inconsciamente consapevoli dell’impossibilità di non comunicare e questo ci ha portato a scoprire le reali capacità della comunicazione, così da utilizzarla in modo sempre più creativo e preciso, per evolverci, creare valore, relazioni e collaborazioni.

INVESTIRE PER NON DARE LE SPALLE AI CLIENTI

Come gli uomini, pure i brand non possono non comunicare. Possono, tuttavia, scegliere di non investire nella comunicazione, quindi non comunicare efficacemente, di non determinare la loro identità, di non avere il controllo sulla propria immagine. Così facendo, scelgono di comunicare chiusura, indolenza, poca voglia di veicolare i valori aziendali, di instaurare rapporti proficui con i clienti. Se un brand non investe in comunicazione è come se desse le spalle ai clienti, come se non volesse farsi conoscere. E sai come si dice, no? Meglio non fidarsi degli sconosciuti e non accettare prodotti o servizi da loro, figuriamoci, poi, acquistarli. Ma chi vorrebbe far andare male il brand, non vendere i prodotti e non incrementare gli affari? Credo nessuno. Però è quello a cui, probabilmente, si va incontro se non si comunica efficacemente. Per evitare che un brand, anche suo malgrado, dia le spalle ai clienti, è fondamentale prendere coscienza dell’importanza della comunicazione e dell’immagine che attraverso di essa si può veicolare. Per il brand investire in comunicazione significa avere il controllo sulla propria identità e poterla affermare, definendosi correttamente, eliminando eventuali ambiguità, per farsi percepire dai clienti in maniera corretta, ridurre le distanze con i consumatori, veicolare i propri valori aziendali in modo chiaro e preciso. Comunicare in maniera efficace differenzia il brand, rendendolo riconoscibile e memorizzabile. Quindi ne racconta la storia, per coinvolgere i clienti e instaurare rapporti duraturi, capaci di andare oltre l’acquisto, cioè fidelizzarli. Quando comunica come si deve, il brand non vende più servizi oppure prodotti, ma comodità e soluzioni; non informa soltanto, ma trasmette l’essenza del brand. I suoi clienti, a un prezzo ritenuto giusto, comprano soddisfazione e appagamento, privilegi più o meno grandi, strumenti materiali oppure immateriali capaci di farli progredire, evolvere.

COMUNICHIAMO PER EVOLVERCI O VICEVERSA

Abbiamo iniziato qualche millennio fa partendo dai gesti, a cui abbiamo aggiunto suoni che, sempre più articolati e codificati, sono diventati parole. Successivamente, alle parole si sono unite anche le immagini, cominciando da segni semplici fino alla fedele rappresentazione esteriore della realtà. Abbiamo sviluppato la capacità comunicativa per evolvere noi stessi, o, forse, ci siamo evoluti per poter comunicare meglio. Quello che è certo, però, è che evoluzione e comunicazione sono indissolubilmente connesse. Investire nella comunicazione significa essere consapevoli di questa connessione e del fatto che a prima non esisterebbe senza la seconda. Questa consapevolezza è indispensabile per una comunicazione di qualità, votata alla crescita, utile a brand e clienti, che non si pieghi all’egocentrismo e all’autoreferenzialità. Quindi, è vero che non possiamo non comunicare, però è anche vero che quando lo facciamo efficacemente non possiamo non migliorarci, evolverci, come brand o come persone. Dato che si comunica pure senza fare niente, meglio muoversi e scegliere come e cosa comunicare.

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Comunica forte e chiaro

Valentino Pietropaolo
Valentino Pietropaolo
Sono un tipo che fa sempre storie, specialmente al lavoro. E poi a parole faccio quasi tutto, ma è comunque impegnativo.
Valentino Pietropaolo
Valentino Pietropaolo
Sono un tipo che fa sempre storie, specialmente al lavoro. E poi a parole faccio quasi tutto, ma è comunque impegnativo.